L’obiettivo del servizio è assistere le bambine e i bambini affetti da malattie croniche e invalidanti direttamente a casa, in un ambiente familiare che offre maggiore serenità rispetto all’ospedale. Non si tratta di un’assistenza sanitaria ma di un affiancamento pratico ed emotivo per supportare le famiglie nelle difficoltà quotidiane.
I bambini con patologie croniche e invalidanti sono completamente dipendenti dagli adulti e necessitano di cure continue. Dopo la dimissione ospedaliera, i genitori dei nostri “children with special needs“ devono affrontare una realtà complessa fatta spesso di nutrizione artificiale (PEG), supporti respiratori, ausili per la deambulazione e continui ricoveri. Il nostro servizio aiuta le famiglie a gestire questi cambiamenti nella routine quotidiana.
Le famiglie si rivolgono al medico per esprimere i propri bisogni specifici. L’associazione filtra queste richieste e, quando possibile, attiva un supporto su misura: integrazione di logopedia o fisioterapia alle cure del SSN, aiuto nella gestione della quotidianità o affiancamento nei momenti delicati come l’inserimento scolastico o la nascita di un fratellino.
Oltre a fornire un aiuto concreto, il sostegno domiciliare allevia il carico emotivo e organizzativo dei genitori. Non si tratta solo di assistenza pratica, ma di un supporto umano che aiuta le famiglie a sentirsi comprese, accompagnate e meno sole in questo percorso complesso.
Questo servizio rappresenta una ricchezza per la comunità: garantisce una rete di aiuto capillare e concreta nel territorio modenese, migliorando la qualità di vita delle famiglie coinvolte. Un sostegno che non si limita alla singola famiglia, ma che rafforza il tessuto sociale rendendolo più solidale e inclusivo.
I nostri volontari aiutano le famiglie con diversi servizi, quali la consegna a domicilio di farmaci prescritti e della spesa, l’assistenza nella cura quotidiana del bambino (pasto, igiene, cambio), il supporto psicologico, l’accompagnamento a visite mediche e terapie, attività ludiche e relazionali per stimolare il benessere emotivo, e l’aiuto nell’accudire sorelle e fratelli affinché non vengano trascurati nei loro bisogni educativi e affettivi.
Il sostegno entra nella quotidianità delle famiglie, lì dove si vive davvero la malattia. In casa, tra i giocattoli, le routine e gli affetti, i bambini si sentono più al sicuro e i genitori meno abbandonati.
Non si aiuta solo il bambino, ma anche chi gli sta accanto. Ridurre il carico emotivo e pratico dei genitori significa dare loro la forza di continuare, sostenere i fratelli significa proteggere il loro equilibrio.
Ogni intervento domiciliare è una risposta concreta, ma anche un filo che tesse una rete di solidarietà. I volontari, i terapisti, gli operatori diventano parte di una comunità che si prende cura di chi è più fragile.
Essere presenti prima che il bisogno diventi emergenza è la forza del sostegno domiciliare. Prevenire il crollo emotivo, evitare l’isolamento, alleggerire lo stress: tutto questo ha un impatto enorme sul sistema sociale.